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Olimpiadi Milano Cortina, il ritorno del celebre Pita Taufatofua

Gran ritorno alle Olimpiadi di Milano Cortina per il tongano Pita Taufatofua, che avrà un ruolo speciale.

Molto conosciuto per le sue sfilate a petto nudo, a prescindere dalle temperature, Pita Taufatofua sarà una delle dieci persone che sono chiamate a portare la bandiera olimpica. E’ anche ambasciatore Unicef per il Pacifico.

Il ritorno di Pita Taufatofua come portabandiera

Originario dell’arcipelago delle Tonga, nell’Oceano Pacifico, l’atleta è ben conosciuto per aver gareggiato in ben due sport olimpici. Si tratta del taekwondo e dello sci di fondo. Ricordiamo, inoltre, che è stato il primo tongano ad andare a rappresentare il proprio paese alle Olimpiadi estive (Rio 2016 e Tokyo 2020), nonché quelle invernali (PyeongChang 2018).

Nel corso delle Olimpiadi di Tokyo 2020, ha provato a qualificarsi per le gare di kayak sprint, nella specialità K1 200 metri. Non è riuscito nell’impresa, ma se lo avesse fatto, sarebbe stato ricordato da tutti per essere il primo atleta moderno a competere in tre sporti differenti in altrettante Olimpiadi consecutive. Ha comunque gareggiato nelle gare di taekwondo, lo sport che pratica fin da bambino. A Rio, nel torneo di taekwondo, Taufatofua venne eliminato al primo turno dall’iraniano Sajjad Mardani, con il punteggio di 16-1. Partecipò anche alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici, sempre con lo stesso costume.

Nessuna medaglia per lui nel corso della storia olimpica, ma non per questo non viene ricordato. Ha sempre fatto il portabandiera della propria nazione, facendo spesso parlare di lui e attirando l’attenzione dei media e del pubblico. Ma per quale motivo? Il suo vestiario particolarmente bizzarro. Un look composto da infradito, bracciali ai bicipiti ed un indumento tipico tongano fissato attorno alla vita, chiamata ta’ovala. Si tratta di un gonnellino di paglia tradizionale, colorato con vari dettagli.

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Chi è Pita Taufatofua 

Una temperatura di -15 gradi, quella di PyeongChang, quando Pita Taufatofua apparve al pubblico a petto nuto e cosparso di olio. Un’apparizione che lo ha fatto arrivare in più di una copertina. Inneggiato come “il bello delle Olimpiadi”, alto oltre 1.90 e una fisicità da dio greco, è un modello per tanti giovani di Tonga, ma non solo.

Particolarmente nota la sua attività umanitaria di soccorso in situazioni molto particolari, ma si occupa anche dell’educazione e della resilienza climatica nel suo Paese. Proprio per questo, ha conquistato il titolo di Unicef Pacific Ambassador. Nel 2022, dopo l’eruzione del vulcano Hunga Tonga Hunga Ha’pai, ha dato una grossa mano alla popolazione, lanciando una raccolta fondo molto importante che gli ha permesso di raccogliere circa 500.000 dollari australiani. Tutto questo, anche grazie alla sua immensa popolarità, tra i social e non solo.

I portabandiera saranno 10. Altre nove persone, oltre a lui, venerdì prossimo avranno la possibilità di portare la celeberrima bandiera bianca con i cinque cerchi olimpici intrecciate. Atlete ed atleti, ma anche persone che non sono facenti parte del mondo dello sport, ma che sono stati scelti tra i tanti per il valore delle loro storie, per la loro umanità e professionalità. Tutto è pronto, dunque, per vedere di nuovo sfilare il tongano Taufatofua nella cerimonia di apertura di Milano Cortina che, come noto, si terrà il 6 febbraio 2026.

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