Il giuramento nato ad Anversa nel 1920 introduce un patto tra atleti, ufficiali e spettatori. Pierre de Coubertin ne firmò il testo originale, letto per la prima volta dall’atleta belga Victor Boin. La formula ha seguito l’evoluzione dei valori sportivi e delle regole.
Nel tempo il linguaggio cambiò: si passò da “Noi giuriamo” a “Prometto” e si sostituì la parola “paese” con “squadra”. Dal 2000 il testo include un riferimento esplicito al contrasto al doping. Dal 2018, a PyeongChang, atleta, giudice e allenatore leggono un giuramento congiunto.
Durante la cerimonia di apertura, i rappresentanti del paese ospitante reggono la Bandiera olimpica e pronunciano il testo nella lingua ufficiale. Questo rito rafforza lo spirito degli eventi e orienta comportamenti etici nello sport mondiale.
Principali takeaway
- L’introduzione risale ai Giochi di Anversa 1920.
- Il testo è stato riscritto per riflettere nuovi valori.
- Nel 2000 è stato inserito il riferimento all’anti-doping.
- Dal 2018 il giuramento è congiunto tra figure chiave.
- La cerimonia sottolinea il rispetto delle regole e dello spirito sportivo.
Alle origini: Anversa 1920, Pierre de Coubertin e la nascita del giuramento
Anversa 1920 rappresentò il ritorno dei Giochi dopo la guerra e segnò una svolta formale per il movimento olimpico.
In quella VII Olimpiade fu esposta per la prima volta la bandiera a cinque cerchi e venne introdotto il giuramento degli atleti.
La cerimonia di apertura fu presieduta dal re Alberto I. La sfilata partì nella città e proseguì nello stadio, con fanfare e salve secondo il protocollo approvato dal comitato internazionale.
Victor Boin e la prima lettura
Il giuramento fu pronunciato per la prima volta da Victor Boin, atleta belga che parlò a nome di tutti i partecipanti.
“Noi giuriamo che prenderemo parte ai Giochi Olimpici in uno spirito di cavalleria, per l’onore del nostro paese e la gloria dello sport”.
Il ruolo di Pierre de Coubertin
La formula originaria è attribuita a pierre coubertin. Il suo contributo unì parole e simboli in un rito riconoscibile.
Quella combinazione di bandiera e testo diventò un modello. Le scelte di Anversa influenzarono le aperture successive e consolidarono il senso pubblico del messaggio sportivo.
| Elemento | Anno | Funzione |
|---|---|---|
| Bandiera a cinque cerchi | 1920 | Simbolo unitario del movimento |
| Prima lettura del giuramento | 1920 | Impegno pubblico degli atleti |
| Protocollo di apertura | 1920 | Sfilata città→stadio e cerimoniale ufficiale |
Dalla formula originaria alle revisioni: come il testo è cambiato nel tempo
Da frasi collettive a impegni individuali, la formula del giuramento è stata aggiornata per chiarire responsabilità personali e collettive.

Da “Noi giuriamo” a “Prometto”: squadra, onore e gloria dello sport
La versione del 1920 iniziava con “Noi giuriamo”, un tono collettivo che univa i partecipanti. Con il tempo la parola cambiò in “Prometto” per sottolineare la responsabilità di ciascuna parte.
Allo stesso modo “paese” fu sostituito da “squadra”. Questo adeguamento rispecchia la natura operativa delle delegazioni senza cancellare l’identità nazionale.
L’aggiunta contro il doping a Sydney 2000 e il richiamo al fair play
Negli anni successivi emerse la necessità di contrastare pratiche illecite. A Sydney 2000 fu inserita una clausola sul doping.
La modifica rafforzò il richiamo al rispetto delle regole e al fair play. Nonostante le revisioni, concetti come onore e gloria sport restano capisaldi del testo.
| Elemento | Modifica | Significato |
|---|---|---|
| “Noi giuriamo” → “Prometto” | Tono collettivo → personale | Aumenta responsabilità individuale |
| “Paese” → “Squadra” | Identità nazionale → delegazione | Maggiore chiarezza operativa |
| Inserimento anti-doping (2000) | Nuova clausola | Protezione integrità e rispetto delle regole |
Il giuramento nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici
Durante la cerimonia apertura lo stadio si concentra sul rito della lettura. Tre rappresentanti del paese ospitante salgono al centro. Un atleta, un giudice e un allenatore pronunciano il testo a nome di tutti.
Atleta, giudice e allenatore: chi pronuncia e a nome di chi
Ogni lettore dichiara il proprio «a nome di…» prima di completare la formula comune. Dal 2018 la modalità è congiunta: i tre iniziano ciascuno il proprio incipit e l’atleta conclude il passaggio condiviso.
Lingua ufficiale del Paese ospitante, bandiera e rituale sullo stadio
La lettura avviene nella lingua ufficiale del Paese. I tre reggono un angolo della bandiera durante la pronuncia. Il gesto rafforza il legame tra contesto locale e cerimonia globale.
Lo spirito dei giochi e l’evoluzione del protocollo
Rispetto delle regole, sport senza doping e onore della squadra sono i temi centrali del testo. Il protocollo storico è stato aggiornato per una regia cerimoniale più coordinata e chiara.
“La funzione del giuramento è unificare atleti e ufficiali sotto lo stesso impegno etico all’inizio dei giochi”.
storia del giuramento olimpico: tappe, edizioni e svolte decisive
Una sequenza di edizioni ha segnato svolte formali e pratiche nella lettura pubblica del testo.
1920, Anversa: atto fondativo con la prima volta della lettura da parte di Victor Boin e la prima esposizione della Bandiera a cinque cerchi. Il contesto postbellico rese la cerimonia simbolo di riconciliazione internazionale.
1972, Sapporo: questa edizione introdusse il giuramento dei giudici, riconoscendo la necessità di maggiore trasparenza arbitrale e formalizzando il ruolo degli ufficiali nella liturgia.
2012, Londra: per la prima volta i allenatori prestarono un impegno pubblico; Eric Farrell è il nome associato a questa novità. La scelta rifletté l’importanza educativa dello staff tecnico.
2018, PyeongChang: fu adottata una formula unica e congiunta con incipit separati per atleta, giudice e allenatore. Questo modello sintetizza i temi di fair play, integrità e responsabilità condivisa.
“L’evoluzione delle edizioni mostra coerenza: tradizione e adattamento procedono insieme.”
Figure simboliche e momenti iconici durante i Giochi
I gesti compiuti durante la lettura hanno spesso superato la funzione protocollare per divenire icone dei giochi.
Giuliana Minuzzo a Cortina 1956: la prima donna a leggere il giuramento
Nel 1956 la sciatrice Giuliana Minuzzo fu la prima volta in cui una donna pronunciò il testo ufficiale alla cerimonia di apertura.
Minuzzo tenne la bandiera e parlò nello stadio a nome degli atleti. Il gesto segnò una tappa di inclusione e rimase impressa nell’immaginario dei giochi.
Atleti e città che hanno segnato la memoria collettiva
In molte edizioni, lettori provenienti da diverse città hanno creato momenti di forte impatto. La presenza della bandiera al centro dello stadio consolida l’immagine rituale.
Questi episodi hanno risonanza nel mondo sportivo. Essi collegano la vittoria non solo al risultato, ma alla vittoria dei principi etici sopra il semplice agonismo.
| Anno | Protagonista | Impatto simbolico |
|---|---|---|
| 1956 | Giuliana Minuzzo | Prima donna a leggere; simbolo d’inclusione |
| Vari anni | Atleti e ufficiali | Legame città–stadio; momenti memorabili |
| Edizioni recenti | Lettori congiunti | Valorizzazione del fair play e integrità |
“Il rito della lettura unisce cerimonia e memoria collettiva, conferendo simboli durevoli ai giochi.”
Dal triplice giuramento al testo congiunto: perché il cambiamento del 2018
Il cambiamento introdotto nel 2018 punta a rendere il messaggio più immediato e riconoscibile.

La riforma ha unificato tre interventi distinti in un unico testo. Ogni lettore mantiene il proprio incipit. L’atleta, il giudice e l’allenatore iniziano separatamente.
La chiusura comune, affidata all’atleta, sintetizza il nucleo del patto etico. La formula recita: “Promettiamo di prendere parte a questi Giochi Olimpici rispettando le regole e nello spirito del fair play. Ci impegniamo a praticare lo sport senza doping e imbrogli, per la gloria dello sport, per l’onore delle nostre squadre ed in rispetto dei Principi Fondamentali dell’Olimpismo.”
Semplificazione del messaggio e centralità dei valori
La nuova struttura semplifica la fruizione durante la cerimonia apertura. Riduce ridondanze e aumenta l’impatto comunicativo.
Il richiamo al sport senza doping e al fair play diventa il fulcro. La menzione della squadra ribadisce l’impegno collettivo oltre la dimensione individuale.
| Aspetto | Versione pre-2018 | Versione 2018 |
|---|---|---|
| Struttura | Tre testi separati | Incipit separati + chiusura comune |
| Messaggio | Più frammentato | Sintetico e coerente |
| Focus etico | Accenni sparsi | Fair play e senza doping chiaramente centrati |
| Effetto sul pubblico | Minore immediatezza | Maggiore chiarezza e presa sullo spirito dei giochi |
La forma unificata risponde alle esigenze di coerenza e attenzione del pubblico globale, preservando nel tempo i principi storici.
Un impegno che attraversa il tempo: valori, regole e spirito olimpico
La lettura in apertura sintetizza valori che resistono nel tempo e nelle piazze dello sport.
Il patto coinvolge atleti, giudici e allenatori e trova nel comitato il garante della cerimonia e delle sue regole.
Lo scenario resta invariato: lo stadio, la bandiera e le parole pronunciate «a nome» riuniscono città, squadre e pubblico del mondo.
Il riferimento al doping e il richiamo al fair play proteggono le gare e la vita sportiva quotidiana.
Ogni edizione rinnova il senso condiviso: la vittoria è risultato e rispetto. I nomi che leggono diventano modelli per nuove generazioni di atleti.









